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All’Accademia d’Ungheria a Roma la mostra di Innocenzo Odescalchi

 

Dal 4 Aprile al 4 maggio la mostra all'Accademia D'Ungheria

Dal 4 Aprile al 4 maggio la mostra all’Accademia D’Ungheria

 

Captati i primi “tremori” del Big Bang

galassia

 Gli esperti del Centro di Astrofisica Harvard-Smithsonian hanno annunciato di avere captato, tramite un radio-telescopio (Bicep 2, Background Imaging of Cosmic Extragalactic Polarization) installato in Antartide, vicino alla base americana Amundsen-Scott, gli echi immediati del Big Bang, l’evento originario dell’universo, risalente a circa 14 miliardi di anni fa.

Si tratta delle onde gravitazionali generate da quell’evento (dette i “primi tremori”, qualcosa come increspature che si muovono attraverso lo spazio e il tempo), che hanno scosso l’universo nella sua origine (miliardesimi di miliardesimi di secondo dopo quell’evento) e che continuano da allora a determinarne l’espansione.

Finora intuitivamente non si era mai risaliti così indietro nel tempo, anche se quanto captato dagli astrofisici è da ritenersi una prova indiretta delle onde gravitazionali formatesi al momento della nascita dell’universo. L’importante scoperta vale comunque a provare la teoria della relatività generale di Einsten.

Paolo Pistone

C’è Dania, un’artista che narra le emozioni

                                                  “…I confini dell’anima non li potrai mai trovare, per quanto tu percorra le sue vie…” (Eraclito)

 

Natura Astratta Cosmica

Eppure per una artista la ricerca di questi confini  è un percorso quasi obbligato soprattutto se a parlare sono i suoi colori. Toni scuri che lasciano intravedere le malinconie della vita; schizzi frastagliati che irrompono in un equilibrio di vitalità, dai toni accesi, dai colori  del cielo  blu o del mare che fa da specchio alle moltitudini che sovrastano la natura. Perché è da lì che partiamo ed arriviamo. La natura che  avvolge e la natura che distrugge. Anche in una visione futuristica. “Natura astratta cosmica”  racconta tutto questo. Il divenire incessante della vitalità cosmica all’interno di un apparente, naturale equilibrio. Ed ecco allora la presenza di strane creature, con forme quasi non percepibili in alcuni punti, ed in altri, visibilmente appariscenti che osservano, dalle tenebre da cui provengono,il mondo che li circonda. L’arte è anche questo: narrare le emozioni, avere una funzione catartica per l’artista e l’osservatore. C’è Dania riesce con sublime maestria a trasmetterci tutto questo.

C’è DANIA è in Facebook: https://www.facebook.com/artecosmica?fref=ts

M.Letizia Clarici

 

T’accoppi o l’accoppi? I segreti della seduzione

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Mein Kampf: e-book dal successo imbarazzante, a dir poco pericoloso

L’e-book Mein Kampf (ovvero La mia battaglia), riproducente i contenuti del libro che Hitler scrisse in carcere – quando egli, condannato alla reclusione nell’aprile del 1924 per il reato d’insurrezione, certo non era il personaggio famoso che sarebbe stato -, messo in vendita al prezzo di 99 centesimi di dollaro, sta ottenendo un successo imbarazzante. Esso risulta infatti tra i più venduti sul sito britannico di Amazon, superando fra gli altri i volumi di Glenn Beck, ed è venuto a occupare la quarta posizione nella graduatoria dei libri elettronici di storia più gettonati.

Il libro è risultato più vendibile così che non nella versione su carta (pocket e non) e si tratta comunque di un rilancio, a quanto è stato rilevato, a fronte di stagnazioni di mercato. Semplicemente vinto allora quel pudore o disagio quale può derivare dal fatto che gli altri vedendo la copertina si fanno un’idea di ciò che stai leggendo, secondo quanto sostenuto dal giornalista Chris Faraone e dunque una via di mezzo fra privacy e oscurità intellettuale? O vi è dell’altro, magari in relazione al fatto che il Times ebbe a definirlo “Bibbia laica”, non tanto credo per la veridicità quanto per l’attitudine a generare facili suggestioni e rapporti di fede con il lettore?

E tant’è: in generale per una questione di forma mentis gli e-books sono letti piuttosto dai giovani, che sono in cerca di futuro o di affermazione, e quindi a ragione la notizia è stata giudicata inquietante, laddove è legittima la riprovazione da parte delle comunità ebraiche, a causa di quell’antisemitismo ideologico che, come ci ha insegnato Hanna Arendt, non nasceva con Hitler ed era ma già particolarmente acceso e articolato nell’Austria dell’ottocento.

Certo non stiamo parlando di un sano libro di formazione (penso per contrasto alla non banalità di Cuore, di Edmondo De Amicis) ma della esposizione lucida del programma politico di un movimento, quale fu il nazional-socialista, che poi si sarebbe sostituito allo Stato; ma è anche ragionevole pensare che i giovani leggono gli e-books e basta, e meglio li comprano a prescindere dai contenuti e dalle stesse intenzioni di lettura, vedendo nei classici dei best-sellers e viceversa; spesso dando ragione a chi li produce, che lo fa per vendere; laddove risultano decisivi sono la carenza di sensibilità storica e il prezzo – e poi si sa: con il computer si può sempre stampare.

Se vogliamo quindi l’interrogativo morale è un po’ il seguente: chi accusare, il lettore o l’editore? Poiché ci sta anche che la crisi della ragione e della religione in occidente che è sempre lì, da oltre un secolo, può liberare spazi all’irrazionalismo politico-ideologico, per essere questo a sua volta un modo “virile” di coltivare l’idea di futuro. Magari in un clima di crisi delle nazioni, come accadde nel primo dopoguerra europeo … Al che aggiungerei subito, in considerazione di certi successi di  mercato: non sono stati presumibilmente né i neonazisti militanti né gli studiosi a determinare il successo nelle vendite.

Comunque sia, anche qui i rischi si annidano nella natura del medium, ché l’anonimato della elettronica pesca nella interiorità più incolta, somigliando alla clandestinità e quanto è percepibile dalla coscienza nella lettura di un libro non lo è nell’acquisto di un e-book, nel bene e nel male. Come dire: i campi di sterminio potrebbero essere semplicemente un quadro, dipinto da un tardo epigono della scuola di Bosch, o da un folle. Ed è che il male della oscurità è in noi e che il nazional-socialismo ne è stato non tanto all’origine quanto forma specifica. Ma forse il male è solo un modo di dire e si tratta piuttosto della malattia mentale, spesso anche elegante, suggestiva, che ha in odio la ragione.

 

Paolo Pistone

Nord America nella morsa del gelo

Canada e Nordest degli Stati Uniti d’America – ma il fronte di aria fredda si è esteso più a Sud – presi nella morsa del gelo, inusuale, straordinario; investiti dal cosiddetto “vortice polare Artico”.

Dopo le forti nevicate, ondate di vento gelido provenienti dal Polo hanno investito territori che vanno dal Nord Dakota allo stato di New York e al Massachusetts – ma che si estendono anche più a Sud, alla Georgia, all’Alabama, fino al Texas -; con temperature minime scese sino al di sotto dei -50 gradi, fenomeno che non si registrava da diversi decenni.

A Comertown, in Montana, il livello termico ha toccato i -63 gradi Fahrenheit (-53 gradi Celsius); ma più a Sud, ad Atlanta in Georgia i -14,5, a Birmingham in Alabama i -14, a Nashville in Tennessee i -16, a Chicago in Illinois i -24 gradi. Per quanto riguarda New York, dove si sono registrati 15 gradi sotto lo zero, si parla addirittura di un record che durava da 118 anni.

Oltre venti sinora le morti accertate, due delle quali avvenute per congelamento: una settantunenne affetta da Alzheimer nello stato di New York e una novantenne in Ohio; ma per lo più si tratta di vittime d’incidenti d’auto dovuti alle strade ghiacciate: in Minnesota un Suv con quattro persone a bordo è precipitato da un ponte autostradale nel fiume Mississipi.

Forti i disagi nel trasporto aereo: in molti fra quanti sarebbero dovuti tornare a casa dopo le vacanze di Natale sono rimasti a terra; 6000 i voli cancellati negli ultimi due giorni e oltre 6500 quelli in ritardo; operazioni ridotte anche in tutti e quattro gli aeroporti del corridoio nord-orientale (Jfk, La Guardia, Newark e lo scalo di Boston). In Canada l’aeroporto Pearson di Toronto si è visto costretto al blocco delle attività; gli aerei in partenza hanno potuto lasciare lo scalo mentre quelli in arrivo sono stati dirottati su altre città.

Difficoltà anche per il trasporto ferroviario: nella notte tra lunedì e martedì 500 persone sono rimaste bloccate su un treno ad alta velocità dell’Amtrak in Illinois, mentre un convoglio con 300 viaggiatori proveniente dal Michigan e diretto a Chicago è rimasto bloccato a causa delle condizioni proibitive del tempo.

Molte le scuole rimaste chiuse; con l’invito da parte delle autorità a restare in casa. Il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, ha dichiarato lo stato di emergenza per 14 contee.

Svariate le situazioni di black-out, con famiglie e aziende rimaste senza corrente elettrica, alcune senza riscaldamento. E non poteva mancare, per 15 stati, l’emergenza influenzale, con le prime vittime tra cui un bimbo di 5 anni.

Forse ora comunque il peggio è passato, secondo gli esperti. Fra giovedì 9 e venerdì 10 buona parte della massa d’aria gelida potrà essere scalzata verso le regioni dell’Ontario e del Quèbec, mentre per gli Stati Uniti si parla di masse d’aria più miti provenienti dal Pacifico, con un graduale aumento delle temperature, soprattutto negli stati centrali e lungo l’East Coast.

 

Paolo Pistone

Disoccupazione in aumento, sale al 41,6% quella giovanile

 

 

 

Secondo le rilevazioni dell’Istat (i dati sono provvisori), a novembre il tasso di disoccupazione si è attestato intorno al 12,7%, dato in crescita rispetto al 12,5% rilevato a ottobre e di 1,4 punti rispetto al novembre 2012.

I disoccupati a novembre erano 3.254.000, in aumento di 57.000 unità rispetto a ottobre (+1,8%) e di 351.000 rispetto a novembre 2012 (+12,1%).

Nel medesimo periodo gli occupati erano 22.292.000, in calo dello 0,2% rispetto a ottobre (-55.000) e del 2% su base annua (-448.000). Inoltre, l’occupazione maschile è diminuita più rapidamente di quella femminile (-0,3 punti su mese e meno 1,7 punti su novembre 2012).

Cresce ancora la disoccupazione giovanile, sino a toccare il 41,6%, in aumento di 0,2 punti rispetto a ottobre (dato rivisto al rialzo al 41,4%) e di 4 punti rispetto a novembre 2012.

Il tasso di occupazione dei giovani è pari al 15,4%, in calo di 0,2 punti rispetto a ottobre e di 2,1 punti rispetto a novembre 2012.

I giovani disoccupati sono ora 659.000, con incremento di 23.000 unità rispetto a novembre 2012.

In generale, la crescita tendenziale della disoccupazione sempre secondo l’Istat riguarda molto più gli uomini (+17,2%) che le donne (+6,1%). Il tasso di disoccupazione è pari al 12,7%, al top dal 1977, anno di inizio delle serie storiche trimestrali.

 

Paolo Pistone

Bersani colpito da aneurisma

Un aneurisma cerebrale, con relativa emorragia, ha colpito ieri mattina, non nella forma più grave, l’on. Pier Luigi Bersani, mentre si trovava nella sua casa a Piacenza.

L’ex segretario del PD, accompagnato subito dai familiari al locale pronto soccorso, dopo i primi accertamenti è stato di lì trasferito in elisoccorso presso l’Ospedale Maggiore di Parma dove a séguito di ulteriori esami angiografici è stato sottoposto a un intervento chirurgico, tecnicamente riuscito, della durata di circa tre ore. Al termine dell’operazione sono apparse rassicuranti le parole del chirurgo: “È positivo che sia sempre rimasto cosciente” e ”Non presumiamo danni, adesso è in rianimazione, dove viene monitorato, ed è troppo presto per esprimere un parere assoluto, saranno decisive le prossime 48-72 ore” (Ansa).

Fra le molte manifestazioni di solidarietà (una è giunta dal presidente francese Hollande) fa spicco la dichiarazione di un avversario politico di sempre: “un vero politico, non un guitto”; e certo non propriamente un uomo “del palazzo” – va aggiunto -, per essere il suo nome legato alle uniche misure legislative serie di questi ultimi anni a favore dei consumatori: decreto legislativo 16 marzo 1999 n. 79, che ha introdotto la liberalizzazione del settore elettrico, decreto- legge 4 luglio 2006 n. 223, conv. con legge 4 agosto 2006 n. 248 – cosiddetto “Bersani-Visco” -, che ha fra l’altro abolito il tariffario dagli ordini professionali e decreto-legge 31 gennaio 2007 n. 7, conv. con legge 2 aprile 2007 n. 40, che ha anche riguardato la cancellazione dei costi fissi di ricarica per i cellulari – rispettivamente prima e seconda parte del cosiddetto “pacchetto liberalizzazioni”

Paolo Pistone

 

 

 

Terremoti nel Centro-Sud

Domenica 29 dicembre, poco dopo le ore 18.00 la popolazione di Napoli si è riversata nelle strade impaurita da una forte scossa di terremoto, di magnituto 4.9 della scala Richter. Memori, presumibilmente in molti, del sisma che domenica 23 novembre 1980 ebbe a colpire l’Irpinia, con un bilancio di 2914 morti, quasi 9000 feriti e oltre 280000 sfollati; giungendo anche qualche cronista a ipotizzare una sorta di psicosi del Vesuvio.

La scossa, avvertita soprattutto nei piani alti delle abitazioni, ha avuto il suo epicentro nell’area del Matese, fra le province di Caserta e Benevento; è avvenuta a una profondità di 10,5 chilometri ed è stata preceduta da un evento di magnitudo 2.7.

Il terremoto, seguito da oltre dieci eventi di magnitudo inferiore a 3.0, è ricollegabile alla cosiddetta “estensione dell’Appennino” (: “come se il Tirreno si stesse allontanando dall’Adriatico, un fenomeno che fa parte della geodinamica dell’Appennino”), ha spiegato Alberto Michelini che dirige il Centro nazionale terremoti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Agiungendo che lo stesso meccanismo, pur nella diversità delle faglie interessate, è stato alla base del sisma recentemente registrato a Gubbio e del terremoto dell’Aquila del 2009. E ora certamente lo sciame sismico come suole accadere si protrarrà per giorni.

Sul piano delle conseguenze, telefoni in tilt nel Beneventano e nel Napoletano; fedeli usciti dalle chiese durante la messa vespertina nel Sannio e nell’Irpinia. Sostanzialmente danni limitati, riguardanti alcune chiese di Piedimonte Matese, Alife, San Gregorio Matese e Faicchio nel Beneventano dove è crollata parzialmente la volta di Santa Maria del Carmelo e dove sono state riscontrate lesioni alle mura della palazzina delle case popolari.

Poco dopo le 18.00 paura anche a Campobasso, a Isernia e a Termoli. Nel Molise sono state almeno undici le scosse sismiche, con la gente memore di quanto accaduto nel 2002, con la morte di 27 bambini e della loro maestra a San Giuliano di Puglia.

Tutto questo mentre la terra continuava a tremare nell’area eugubina dove, per parlare solo dell’attività più recente, sono almeno 17 le scosse registrate dal 27 dicembre; uno sciame che il 18 dello stesso mese aveva fatto registrare una magnitudo di 3.9 e domenica scorsa di 4.00, avvertita, quest’ultima, anche negli edifici di una vasta zona della provincia di Perugia e di alcune località delle Marche al confine con l’Umbria. Ancora a Gubbio il Comune, sia pure a titolo precauzionale, ha dichiarato inagibili quattro delle 33 chiese della città.

Paolo Pistone

Morte di un contadino d’ingegno:Mikhail Kalashnikov aveva 94 anni

image001Solitamente da noi s’immagina il mondo come se le armi fossero una mostruosa decisione, che semina lutti e devastazioni. E così è; ma il mondo, se vi sono guerre e terrore un po’ dovunque – e cioè impietosi interessi economici contro bisogni umani -, allora è in balia delle armi, o rischia di esserlo, che esse siano di offesa o di difesa.

La spada di Dàmocle è un mito vincente, qualunque cosa si pensi, ovvero, al di là delle rimozioni e del pacifismo autoconsolatorio: può esservi sempre un’arma sulla nostra testa, segnatamente quale contrappeso a un desiderio ingenuo di felicità. Ed è in questo contesto che s’innesta la difficilissima questione di che cosa sia giusto e che cosa ingiusto, laddove sono uomini e popoli, affetti dal limite umano, a dover decidere, con l’azione, spesso tragica.

Già: la natura umana, che dice tutto questo, è incline così alla ideazione della pizza napoletana come di Google come di armi. Un mondo di mezzi e non di fini, secondo quanto suggeritoci da Heidegger e McLuhan, mezzi che sono merci e formano la condizione reale. E in ciò Eros e Thànatos, come ci ammonirebbe padre Freud se fosse ancora vivo: i due principi che se fossero facilmente distinguibili allora il mondo sarebbe presumibilmente sollevato da molti suoi affanni.

Pensieri questi e altri che si sono assiepati nella mia mente alla notizia della morte del novantaquattrenne Mikhail Kalashnikov (diciassettesimo di 19 figli, di famiglia contadina deportata in Siberia perché kulaki proprietari di terra, figli della riforma agraria del 1906 ma nemici dello Stato staliniano; giunto al grado di generale e già delegato ai congressi del Partito comunista sovietico); l’uomo che ha inciso sul mondo con una invenzione di grande successo, un fucile mitragliatore del peso di 4 chili che né si rompe né s’inceppa né si surriscalda; che in Africa costa meno di una capra); congeniale alle guerre civili e alle rivolte; che spara pur se coperto di fango o riempito di sabbia; un’arma per tutti e dunque per i poveri, che può essere imbracciata, tale ne è la facilità d’uso (l’apprendimento può durare anche meno di 10 ore) dal soldato inesperto, dal civile o dal bambino (come insegna l’Africa dei bambini-soldato).

Alla fine della guerra fredda il kalashnikov, ovvero AK-47 (Avtomat Kalashnikova, completato nel 1947) sarebbe divenuto il prodotto russo più esportato, più della vodka e del caviale. Nato come strumento di difesa, in grado di contrastare lo Sturmgewehr, il fucile d’assalto con cui i tedeschi potevano mietere le vite dei soldati sovietici, preziosissimo in un’epoca in cui le guerre potevano decidersi nei corpo a corpo, utilizzato la prima volta nella rivolta ungherese del 1956, la sorte volle, come è stato rilevato, che esso si tramutasse da “feticcio politico” dell’anticolonialismo ovvero arma dell’eguaglianza, con cui dovunque gli oppressi avrebbero potuto sfidare i potenti, a simbolo di massacri e genocidi. A questo riguardo, in occasione del suo novantesimo compleanno, il generale Kalashnikov avrebbe ammesso: “Ho costruito armi con lo scopo di difendere la nostra società. Certo, non fa piacere vedere come ogni sorta di criminale usi le mie armi. E certamente ho rimpianti, come tutti. Ma posso dirvi una cosa: potessi tornare indietro, non vivrei diversamente”. Già: che dirne?

Qualcosa di tutto ciò è stato fissato nella nostra memoria cinematografica dalle riflessioni di Yuri Orlov, mercante d’armi, protagonista del film Lord of War (2005). E dunque si può sospettare che quello delle armi sia un mondo sul quale bisognerebbe poter riflettere, nel momento stesso in cui se ne condanna umanamente l’uso.

Paolo Pistone

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